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Spyware, nasce in Europa il “Gruppo di Interesse” per monitorare lo spionaggio illegale

È stata annunciata al Parlamento europeo la creazione di una commissione d’inchiesta informale, denominata “Gruppo di interesse sullo spyware”, con l’obiettivo di monitorare le crescenti attività di spionaggio illegale in Europa. Il gruppo si concentrerà su casi come Paragon, in cui giornalisti e attivisti sono stati intercettati tramite uno spyware israeliano, e sarà co-presieduto dall’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo (S&D), insieme a colleghi di Verdi/ALE, Renew e PPE.

“Siamo preoccupati per questa deriva di spionaggio digitale, con l’intrusione nella vita degli oppositori politici, dei giornalisti e della società civile”, ha dichiarato Ruotolo a margine dell’evento “Spionaggio dei giornalisti: l’Emfa sarà il punto di svolta?”.

L’iniziativa nasce anche dalla denuncia di forti ritardi nell’attuazione dell’European Media Freedom Act (Emfa), entrato in vigore ad agosto ma bloccato nella maggior parte degli Stati Membri. Ruotolo ha incalzato la Commissione, chiedendo procedure di infrazione contro i Paesi non conformi.

Un punto critico evidenziato è l’Articolo 4 dell’Emfa, che vieta l’uso di spyware ma introduce la generica eccezione di “sicurezza nazionale”, considerata una “zona grigia pericolosissima” che può aprire la strada ad abusi, specialmente nel caso italiano dove ancora si cerca l’autorità che ha acquistato e utilizzato lo spyware Paragon-Graphite.

Alla conferenza ha partecipato anche Francesco Cancellato di Fanpage, a sua volta vittima di spionaggio, che ha portato all’attenzione il nuovo caso di Francesco Nicodemo. “Sembra che la volontà, ormai palese, da parte di chi sta al governo sia quella di far sì che questo caso venga dimenticato il prima possibile”, ha concluso Cancellato.

Ruotolo ha sottolineato: “La protezione dei giornalisti non è una questione tecnica. È una condizione essenziale della democrazia.”